La Madonna di Roca

Dalla Grotta della Poesia alle feste tradizionali

  

pasticciotto

Del Salento si conoscono molti posti fantastici. Uno in particolare, che ormai ha catturato il cuore di molti turisti, è la Grotta della Poesia, una piscina naturale incastonata nella roccia.

Il posto si trova nella piccola marina di Roca, famosa non solo per le bellezze naturali, ma anche perché ospita uno dei siti archeologici più importanti della nostra zona.

La storia che vogliamo raccontarvi parte proprio da quel sito archeologico, dagli abitanti del paesino e dai Turchi.

Si narra che nel 1480 il re dei Turchi, dopo la conquista della penisola balcanica, volle dirigersi anche verso l’Italia mandando una spedizione sulle coste del Salento. L’intento era quello di attaccare e conquistare Otranto e per farlo, si decise di insediare la cittadina di Roca, ottimo punto d’appoggio.

Il villaggio della piccola marina all’epoca era stato ricostruito e la città fortificata era abitata stabilmente. L’arrivo dei turchi fu l’inizio di una diaspora, la popolazione infatti venne messa in fuga e la città distrutta.

È a questa storia che si attribuisce la tradizione di quattro paesi, che si pensa discendano dalla piccola città, di festeggiare “La Madonna di Roca”. Vernole, Calimera, Melendugno e Borgagne, i comuni coinvolti che per quattro settimane, a partire dall’ultimo sabato di aprile per due giorni, a rotazione, con un simbolico pellegrinaggio raggiungono il santuario per omaggiare la Madonna.

roca

Il rito di celebrazione è molto caratteristico e lo era anche di più in passato quando ancora la Grotta della Poesia non era un posto così conosciuto. All’alba, alcuni pellegrini si uniscono con il parroco e dal paese, in processione con il simulacro della Madonna, raggiungono a piedi la marina. Il cammino avviene tramite strade di campagna, secondarie rispetto alla litoranea più trafficata.

Ma non è finita qui. La tradizione vuole che, il sabato, il pranzo venga consumato sulla scogliera e sulla distesa di prato adiacente alla grotta e alla chiesa. Tutte le famiglie del paese, se non in processione, raggiungono il luogo per far visita alla chiesa e consumare il pranzo con tutta la famiglia, gli amici e i parenti. I ragazzi giocano a carte o a pallone, i bambini fanno volare gli aquiloni, alcuni più temerari, se il tempo lo permette, provano anche a fare un tuffo in acqua.

Tutto il paese è riunito nel luogo di culto e il grande pic nic è accompagnato dalle specialità culinarie della nostra tradizione, tra cui sicuramente i vassoi di rosticceria e i dolci tipici.

Le celebrazioni poi si concludono nel paese, dove per due giorni consecutivi, le famose luminarie salentine decorano il centro, bancarelle di ogni tipo riempiono le vie principali, la banda suona in festa e le giostre si riempiono di giovani.

Tradizioni le nostre, che spesso vengono date per scontate perché sappiamo che quei posti sono lì, a portata di mano. Invece dovremmo apprezzarle di più, perché mai come in quest ultimo anno ci è stato chiaro quanto anche queste cose possano mancarci.

Continueremo a festeggiare appena si potrà, ma intanto vogliamo omaggiare questa giornata con i nostri ricordi.

 

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